Conobbi Giuseppe Brunod (“Beppe”) nel 1998 presso l’Osservatorio (allora “Astronomico”) di Torino. Vi si era recato per una richiesta di assistenza in merito a delle misure di cui necessitava in Val Camonica. Il direttore di allora (A. Ferrari) lo indirizzò a me in quanto in quel periodo mi stavo occupando di determinazioni angolari molto rigorose del nord geografico che l’Osservatorio stava effettuando per conto dell’Alenia all’aeroporto di Caselle.
Mi disse che, insieme ad altri, aveva bisogno essenzialmente di misure per poter stabilire l’orientamento di incisioni rupestri praticate nella roccia. Il risultato di questo lavoro venne poi pubblicato nel libro del 1999 “La Rosa di Sellero e la svastica”. In seguito, divenuti amici, mi coinvolte in diverse altre iniziative archeoastronomiche, in particolare nel Comune di Bene Vagienna (Cn), dove in realtà la mia mansione si esauriva nell’effettuare misure e/o in una consulenza astronomica, mentre le iniziative a questi studi e le conoscenze di tipo archeologico erano tutte di sua pertinenza.
La prima cosa che mi colpì di lui fu l’ottimismo col quale affrontava queste ricerche, che lo portavano a vedere risultati positivi anche quando questi non erano del tutto certi. E questo a volte gli causava anche una divergenza di vedute tra gli altri appassionati di archeoastronomia con i quali collaborava. Un aspetto sicuramente positivo era la sua intraprendenza con la quale si proponeva agli enti pubblici, spesso con buon esito nonostante, come è noto, con essi
spesso non sia facile interagire.
Purtroppo, ad iniziare dal 2008-2009 ci perdemmo un po’ di vista, essenzialmente per mancanza di occasioni di collaborazione, in quanto i suoi lavori si indirizzarono sempre più verso temi archeologici in cui l’astronomia – ed in particolare la necessità di misure – aveva una rilevanza trascurabile.
Oltre all’ottimismo, di lui ricordo la sincera amicizia e il fatto che – nonostante io non condividessi sempre le sue vedute – non arrivammo mai ad uno scontro.
In breve, lo ricordo come una persona positiva, un buon ricordo.
Walter Ferreri
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